PRODOTTI TIPICI Lombardia

 

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Prodotti DOP IGP Lombardia
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Prodotti DOP Lombardia e IGP

Elenco dei produttori a marchio DOP IGP della Lombardia

DOP IGP Lombardia
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Bresaola della Valtellina IGP


La bresaola è ottenuta dalle masse muscolari della coscia di bovino che, dopo essere state adeguatamente sgrassate e rifilate, vengono salate a secco, trattate con erbe aromatiche, spezie e talvolta macerate nel vino. La salatura si protrae per almeno dieci giorni, dopo i quali seguono l’insaccatura in budello, generalmente naturale, e l’asciugatura. Al termine del processo produttivo ha inizio la stagionatura, che dura da quattro a otto settimane. In commercio si trova intera, in tranci, affettata, sottovuoto o confezionata in atmosfera protetta. Ha consistenza soda, compatta ed elastica; è di colore rosso scuro ed è magra, sapida, talvolta delicatamente dolce. Il termine “bresaola”, in passato brazaola, brisaola o bresavola, ha origine incerta. L’etimo potrebbe essere sia il dialettale brasa (brace) in quanto un tempo si utilizzavano i bracieri per riscaldare i locali destinati alla stagionatura, sia brisa, che è un metodo di salagione. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI Bresaola della Valtellina IGP

 


Cotechino di Modena IGP


Il nome cotechino deriva da “cotica” o “cotenna”, uno degli ingredienti base del trito di cui è composto. Le cotenne, infatti, ammorbidendosi con la cottura, forniscono la caratteristica consistenza “mostosa” al salume. La miscela di carni suine da cui si ricava il cotechino è composta, oltre che dalla cotenna, dalla muscolatura striata e da grasso suino con l’aggiunta di sale e pepe. L’impasto ottenuto dalla macinatura è poi insaccato in involucri naturali o artificiali. Il prodotto può essere commercializzato sia crudo, sia cotto: il primo è sottoposto ad asciugatura prima della commercializzazione, mentre il secondo viene trattato termicamente e confezionato sottovuoto.

Di forma cilindrica, il Cotechino Modena deve poter essere affettato con facilità dopo la cottura; le fette devono risultare compatte e di colore roseo non uniformemente distribuito. L’odore è caratteristico, intenso e leggermente speziato; il sapore è sapido e persistente. Va conservato appeso in luogo fresco fino al momento del consumo. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Cotechino di Modena IGP

 


Mortadella di Bologna IGP


La mortadella è un salume cotto a pasta fine. Differisce dai prodotti di altri paesi che le possono assomigliare (i salumi a pasta chiara tipo würstel), in quanto la pasta finissima è ottenuta macinando le carni in apposite trituratrici e non, come si fa per salumi analoghi, in sminuzzatrici o cutter. Tale procedimento non dà luogo a emulsioni che trattengono l'acqua o il grasso aggiunti per meglio amalgamare la massa. Nella mortadella, infatti, non viene unita acqua e il grasso è incorporato sotto forma di cubetti, garantendo un impasto tendenzialmente magro. Il tutto viene quindi infilato in budelli naturali o sintetici e cotto per ore a bassa temperatura.

Di forma tondeggiante, le mortadelle si trovano in commercio con peso variabile compreso tra 500 grammi e 100 chilogrammi. La pasta del salume deve essere compatta e di colore rosa, inframmezzata dal bianco dei cubetti di grasso. La mortadella ha sapore delicato, sapido e speziato. Va mantenuta in locali freschi, mai umidi, oppure in frigorifero fino al momento del consumo. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Mortadella di Bologna IGP

 


Salame Brianza DOP


Il disciplinare di produzione del Salame Brianza prevede che i suini provengano esclusivamente da allevamenti emiliani, lombardi o piemontesi. I tagli utilizzati sono spalla disossata, rifilature dei prosciutti, pancetta e grasso di gola a esclusione del grasso molle. La fasi della lavorazione hanno inizio con la macinazione della materia prima, a grana grossa o fine a seconda della pezzatura, e l’aggiunta di sale, pepe, aglio e vino. Il tutto viene poi ben amalgamato e insaccato in budelli naturali. Si procede infine con la stagionatura che varia in base alle dimensioni del salame, da due settimane a cinque mesi. Si presenta con pasta soda e compatta di color rubino vivo al taglio; il profumo è delicato e il gusto sapido, aromatico e dolce, con possibili sentori di aglio. L’allevamento dei suini nelle zone collinari lombarde ha radici antiche, ma si deve agli ordini monastici la diffusione in tutta l’area della norcineria, facilitata dalla particolare predisposizione del clima alla conservazione dei salumi. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Salame Brianza DOP

 

Salame di Cremona IGP


Il Salame Cremona è frutto della lavorazione di carne suina selezionata ed aromatizzata al sale e aglio pestato, insaccata in budelli naturali di suino, bovino, ovino od equino. Il disciplinare di produzione prevede l’esclusivo impiego di carni ottenute da suini allevati in Italia, e precisamente nelle zone di produzione delle materie prime del Prosciutto di Parma e del Prosciutto di San Daniele. Inoltre, per la preparazione del “Salame Cremona”, è possibile usare solo carni fresche, ossia non congelate. Il salame è stagionato da un minimo di 5 settimane per la pezzatura piccola ad oltre 4 mesi per quella più grande. E’ grazie alla perfetta integrazione degli ingredienti, macinati e impastati insieme, che il salame risulta così aromatico e speziato al palato, profumato e di un colore rosso intenso sfumante, gradualmente, nel bianco delle parti adipose. Il risultato finale è un prodotto unico e inconfondibile, sintesi della cultura e della natura di un territorio. Nella nebbiosa Pianura Padana, zona fin dall’epoca romana dedita all’allevamento suino, nasce il Salame Cremona. Bisogna, tuttavia, risalire ad una serie di fonti rinascimentali, custodite nell'archivio di Stato di Cremona, per trovare le prime notizie sull'importanza del salame. (taccuinistorici.it)

ELENCO PRODUTTORI di Salame di Cremona IGP

 

 

Salame di Varzi DOP


Il Salame di Varzi si ottiene utilizzando carni suine scelte: coscia, lonza, filetto, coppa snervata, magro di pancetta, trito di prosciutto, spalla disossata, snervata e sgrassata, e grasso di gola o di pancetta. Le carni vengono macinate, insaporite da un infuso di aglio e vino rosso filtrato e, una volta amalgamate in modo omogeneo, insaccate in budello naturale. Seguono l’asciugatura e la stagionatura. Quest’ultima, favorita dal clima collinare della zona che comprende quindici comuni dell’Oltrepò Pavese, ha durata variabile in considerazione del peso del salame: da un minimo di 45 giorni se il peso è compreso tra i 500 e i 700 grammi, come nel caso della filzetta, ad almeno 60 giorni se il salame pesa dai 700 grammi a 1 chilogrammo; per pezzature più grandi, invece, si va dai quattro ai sei mesi di stagionatura. Di forma cilindrica, il Salame di Varzi si taglia in modo obliquo per ottenerne fette oblunghe. L’interno è di colore rosso intenso con grasso bianco; la consistenza è compatta e il sapore, inizialmente dolce, si fa più sapido, complesso e persistente con il progredire dell’affinamento. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Salame di Varzi DOP

 


Salame d'Oca di Montara IGP


Prodotto d’eccellenza della tradizione gastronomica della Lomellina, questa specialità trae la propria origine dalla cucina kasher ebraica, e perciò era originariamente privo di parti suine. Fortemente legato alla natura dei terreni umidi che fornirono un habitat ottimale per la diffusione delle oche, che pertanto ricoprivano un ruolo fondamentale negli usi gastronomici di tutta l’area.

Il Salame d’oca di Mortara è ottenuto da carne magra d’oca e di maiale, dosate in pari quantità, e grasso di maiale: la carne d’oca deve essere fresca, quella suina deve provenire dalle fasce muscolari della spalla, mentre il grasso è ricavato dalla pancetta. Una volta che gli ingredienti sono stati tritati e insaporiti con sale, pepe e vino, l’impasto viene insaccato nella pelle dell’oca, legato, asciugato e infine fatto sobbollire. Se ne ricava un salume dalla caratteristica forma a fiasco, più o meno accentuata a seconda della parte della pelle dell’oca utilizzata come involucro (collo, schiena o ventre), del peso medio di circa 1 chilogrammo. Al taglio possiede colore rosso chiaro con parti grasse bianche perlacee. La consistenza è morbida e il sapore pieno, ampio e aromatico, tendente al dolce e sostenuto da buona sapidità. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Salame d'Oca di Mortara IGP

 

 

Salamini Italiani alla Cacciatora DOP


Il nome di questi salamini, originariamente prodotti nelle fasce collinari lombarde e poi diffusi nel resto d’Italia, deriva dalla consuetudine dei cacciatori di portarli nella propria bisaccia, sia perché facilmente trasportabili sia per la praticità della monoporzione. I Salamini alla cacciatora sono di puro suino e si ottengono da parti magre della muscolatura delle carcasse e da parti grasse dure. Una volta macinate, le carni vengono insaporite con sale, pepe, aglio e talvolta vino, poi insaccate in budelli naturali o artificiali. I salamini sono di piccole dimensioni e colore rosso vivo, inframmezzato dalle parti di grasso bianche. Il profumo è delicato e il sapore dolce e aromatico. La consistenza è morbida e compatta. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di salamini italiani alla cacciatora DOP

 

 

Zampone di Modena IGP


Lo zampone è un insaccato tipico modenese realizzato con cotenna e carne suina tritata, salata e speziata inserita nella pelle della zampa anteriore del suino, di cui prende la forma. La sua lavorazione ha inizio da una miscela di carni suine (guancia, testa, gola, spalla), con aggiunta di sali, aromi e spezie. La macinatura della carne avviene in tritacarni con stampi a fori di diametro differente: 7-10 mm per le porzioni muscolari e adipose, 3-5 mm per la cotenna. Tutti gli ingredienti vengono impastati in macchine sottovuoto o a pressione atmosferica e insaccati nell'involucro naturale della pelle della zampa anteriore del suino, pulita, conciata, sgrassata, completa delle falangi distali e legata all'estremità superiore. Un tempo lo zampone veniva prevalentemente commercializzato crudo. La necessità di lunga cottura e le esigenze di maggiore praticità hanno portato i produttori ad offrire un prodotto precotto, che ha anche dei tempi di conservazione più lunghi grazie ad un confezionamento ermetico sottovuoto che ne garantisce il mantenimento delle caratteristiche organolettiche. Il prodotto fresco viene sottoposto ad asciugatura in stufa ad aria calda; quello cotto viene confezionato in contenitori ermetici e sottoposto a trattamento termico in autoclave a una temperatura minima di 115 gradi centigradi. Lo zampone deve essere facilmente affettabile e la fetta deve presentarsi compatta con granulometria uniforme, di colore roseo tendente al rosso, non uniforme. (traditionalfood.it)

ELENCO PRODUTTORI di Zampone di Modena IGP

 


Bitto DOP


Il Bitto è un formaggio a pasta semidura ottenuto da latte vaccino con l’eventuale aggiunta di una piccola quota di latte caprino che gli conferisce maggior sapore. La cagliata viene sottoposta a una lunga pressatura perché diventi compatta. Segue la salagione, a secco o in salamoia, e quindi la stagionatura, che varia da un minimo di due mesi a un massimo di un anno. Se ne ricavano forme cilindriche di 8-25 chilogrammi, dotate di crosta spessa e pasta con leggera occhiatura, di un colore compreso tra il bianco latte e il giallo paglia, a seconda del grado dell’affinamento. Il sapore è delicato e dolce nei primi mesi, intenso e persistente con la stagionatura. Formaggio assai longevo (in celtico bitto significa “perenne”), quando è particolarmente vecchio acquista, oltre al gusto forte, anche una consistenza fondente. Il paesaggio montano dove si produce il Bitto è disseminato di baite prive di infissi o di piccoli e bassi recinti di pietra, i calécc, che il pastore copre con un telo per soggiornarvi durante l’alpeggio e per produrvi il formaggio. Quando il pascolo è stato sfruttato, il pastore-casaro conduce il bestiame e la pesante caldaia a forma di campana capovolta in un altro prato, dove troverà un’altra baita o un altro calécc in cui potersi riparare ed effettuare la caseificazione. Le forme ottenute vengono portate a stagionare nelle casere, le piccole latterie situate al centro delle zone di pascolo. (traditionalfood.it)

ELENCO PRODUTTORI di Bitto DOP

 


Formai de Mut dell'Alta Valle Brembana DOP


Il Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana DOP è un formaggio prodotto con latte di vacca intero. Presenta una crosta sottile, c ompatta, naturale di colore giallo paglierino tendente al grigio con la stagionatura. La pasta, semicotta e di colore avorio leggermente paglierino, ha una struttura compatta, elastica, con occhiatura diffusa. Il sapore è delicato, fragrante, poco salato, non piccante, con aroma caratteristico. La produzione del Formai de Mut è iniziata verosimilmente alcuni secoli fa, ma solo a partire dal secondo dopoguerra ha conosciuto uno sviluppo importante, quando venne fondata una piccola latteria, trasformata poi in Latteria Sociale Valtorta nel 1954, che lavorava solo per cinque mesi all’anno, da gennaio a maggio. Sul finire degli anni ‘80, la latteria ha esteso la produzione del Formai de Mut a tutto l’anno. L’etimologia del nome di questo formaggio deriva dalla parola dialettale della Val Brembana “mut”, che significa montagna e, nello specifico “alpeggio”. Si tratta, dunque, di un formaggio prodotto con il latte di vacche che pascolano nei prati ad un’altitudine tra i 1.200 ed i 2.500 metri. Il bestiame permane in quota - la cosiddetta montificazione - dai 60 ai 100 giorni o poco più, solitamente compresi da metà giugno ai primi quindici giorni di settembre. Il Formai de Mut DOP va opportunamente conservato in ambienti freschi. Se si intende riporlo in frigorifero, è buona norma chiuderlo in contenitori di vetro o plastica, così da evitarne l’alterazione delle caratteristiche organolettiche e del sapore. Stagionato oltre i sei mesi, il Formai de Mut è ottimo come formaggio da pasteggio. Ma può essere validamente impiegato anche come ingrediente nella preparazione dei tradizionali piatti della zona di origine (polenta bergamasca), abbinato a vini bianchi, se fresco, e rossi se maturo. (taccuinistorici.it)

ELENCO PRODUTTORI di Formai de Mut dell'Alta Valle Brembana DOP

 


Gorgonzola DOP


Il Gorgonzola deve il suo nome all’omonimo paese alle porte di Milano, situato in una zona di antica tradizione casearia. È un formaggio a pasta cruda ottenuto da latte vaccino intero, prodotto nelle tipologie dolce e piccante. Si caratterizza per le screziature blu-verdi che gli conferiscono il tipico sapore più o meno pungente e ne fanno un formaggio erborinato, dal milanese erborin che vuole dire “prezzemolo”, in riferimento al colore delle muffe del formaggio (analogamente, in Francia, i formaggi con muffa sono chiamati persillé, da persil, prezzemolo). Le muffe si ottengono aggiungendo al latte caglio, fermenti e spore di Penicillium. Le forme vengono infatti forate con aghi metallici di grandi dimensioni, in modo da permettere all’aria di penetrarvi all’interno e alle muffe di svilupparsi e dar vita alla caratteristica erborinatura. La stagionatura dura da un minimo di 50 giorni per il tipo dolce a 80 giorni per la varietà piccante. Il Gorgonzola dolce, color latte e con presenza contenuta di muffe, ha consistenza cremosa, spalmabile e sapore burroso, con vaghi sentori piccanti. Il Gorgonzola piccante ha colore che vira dal bianco al paglierino, con muffe verdi bluastre molto diffuse; la consistenza è morbida, il sapore intenso, persistente e leggermente pungente. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Gogonzola DOP

 

 

Grana Padano DOP


La nascita del Grana Padano deve molto alla bonifica di ampie zone della Bassa lombarda da parte dei monaci cistercensi di Chiaravalle, la quale finì per favorire non solo l’attività agricola, ma anche l’allevamento del bestiame. L’eccedenza della produzione di latte che ne conseguì, superiore al fabbisogno della popolazione, fu così destinata alla caseificazione, allo scopo di ottenere un formaggio a pasta dura in grado di stagionare e quindi di conservarsi nel tempo. Il Grana Padano è ottenuto da latte vaccino di due diverse mungiture (parzialmente scremato per affioramento quello della prima), portato circa a 32 °C e addizionato di caglio di vitello. La cagliata viene poi finemente rotta, scaldata e lasciata riposare, quindi sgrondata e pressata in fascere. La salatura si protrae per circa 20 giorni e avviene per immersione in salamoia. Le forme vengono infine fatte stagionare sopra assi di legno in locali apposti, per un minimo di nove mesi. Alla commercializzazione si presenta con forma cilindrica di 35-40 chilogrammi, oppure tagliato a spicchi, grattugiato o in scaglie, confezionato sotto vuoto o in atmosfera protetta. È ricoperto da una crosta dura, spessa, oleosa e liscia, di colore paglierino intenso. La pasta è granulosa e friabile; il profumo ricorda il latte e il burro; il sapore è intenso, ma non piccante. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Grana Padano DOP

 

Parmigiano Reggiano DOP


[Esplora il significato del termine: Il Parmigiano Reggiano vanta quasi mille anni di storia, come dimostrano alcune testimonianze dell’XI-XII secolo che ne accertano l’esistenza; negli archivi di Reggio Emilia e Parma si conservano numerosi manoscritti in cui è documentata anche la cospicua attività di esportazione del prezioso formaggio. Molti gli scrittori che ne fanno menzione, tra cui Boccaccio nel suo Decamerone.] Il Parmigiano Reggiano vanta quasi mille anni di storia, come dimostrano alcune testimonianze dell’XI-XII secolo che ne accertano l’esistenza; negli archivi di Reggio Emilia e Parma si conservano numerosi manoscritti in cui è documentata anche la cospicua attività di esportazione del prezioso formaggio. Molti gli scrittori che ne fanno menzione, tra cui Boccaccio nel suo Decamerone. Il Parmigiano Reggiano è un formaggio semigrasso stagionato, a pasta dura, cotta, non pressata, che si ottiene per coagulo da latte vaccino di animali la cui alimentazione è rigidamente controllata. La crosta è di colore giallognolo leggermente oleosa. All’interno presenta toni da lievemente paglierino a paglierino. Ha gusto saporito ma non piccante. Si riconosce per la scritta “parmigiano reggiano” impressa a puntini sulla forma. Fondamentale per mantenere le corrette proporzioni tra pasta e crosta è l’operazione di apertura delle forme (non si parla di “taglio”): con l’apposito coltello a mandorla, mani esperte dividono la forma in due parti esattamente uguali, e da ogni metà ricavano altre due parti, procedendo in questo modo fino a ottenere la porzionatura desiderata. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Parmigiano Reggiano DOP

 

 

Provolone Valpadana DOP


Le origini di questo formaggio a pasta filata, che cominciò a essere prodotto nella Pianura Padana nell’Ottocento, devono ricercarsi nell’esigenza di rifornire il mercato del Meridione, soprattutto nella versione piccante. La dislocazione a Nord di una produzione tipica del Mezzogiorno si spiega in quanto la Pianura Padana era ed è particolarmente ricca di latte. Se ne producono due varietà, il dolce e il piccante. La lavorazione prevede il riscaldamento del latte vaccino intero addizionato di caglio (di vitello per la varietà dolce, di capra o di agnello per quella piccante). La pasta filata viene lavorata secondo vari formati: a salame, a pera, a melone e a tronco di cono. È ricoperto da una sottile crosta paglierina virante al dorato; la pasta, inizialmente morbida, compatta e bianca con sfumature paglierine, tende a indurirsi con il procedere della stagionatura. Il sapore muta a seconda del grado di affinamento: breve per il provolone dolce, superiore a tre mesi per quello piccante. Nel primo caso risulta delicato e burroso, mentre nel secondo è sapido, intenso e piccante. Talvolta il provolone viene sottoposto ad affumicatura. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Provolone Valpadana DOP

 


Quartirolo Lombardo DOP


Questo formaggio a pasta molle dalla caratteristica forma a parallelepipedo si chiamava in origine “stracchino quadro”, in quanto era ottenuto dal latte delle mucche stanche (in dialetto stracche) per il lungo ritorno dall’alpeggio al fondovalle. A questo nome, considerato troppo generico venne preferito quello di “quartirolo” perché il bestiame si nutriva dell’erba autunnale di quarto taglio, detta dai contadini quartirola (i tagli precedenti erano maggengo, agostano, terzuolo). Il Quartirolo Lombardo è ottenuto da latte vaccino intero, o parzialmente scremato, portato a poco più di 30 °C e addizionato di caglio di vitello. La cagliata è rotta due volte, quindi sgrondata e messa in appositi stampi quadrati di 18-22 centimetri di lato. La salagione avviene a secco o in salamoia. La stagionatura dura da cinque a trenta giorni; nel caso si protragga oltre, il formaggio è commercializzato con la specifica “maturo”. Ha peso variabile da 1,5 a 3,5 chilogrammi e crosta sottile color rosa pallido che invecchiando tende al grigio; la pasta è color avorio o paglierino, di consistenza spesso gessosa, oltre che friabile; il sapore è delicatamente acido e più saporito con il procedere della stagionature. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Quartirolo Lombardo DOP

 

 

Taleggio DOP


Il nome del formaggio, che risale a diversi secoli addietro ed è prodotto tra l’Lombardia e le Marche, deriva dal fatto che la sua stagionatura avviene in ambienti sotterranei, le ‘fosse’ appunto, scavate nel tufo di Sogliano al Rubicone, in provincia di Forlì-Cesena, che è la zona tipica di produzione. L'usanza di depositare il formaggio nelle fosse per la stagionatura finale (da metà agosto al 25 novembre) è probabilmente dovuta alla necessità di nascondere i caci alle razzie dei soldati, durante la guerra tra Carlo VII di Francia e Ferdinando di Napoli.
La Denominazione di Origine Protetta è stata riconosciuta nel 2009. (agraria.org)

ELENCO PRODUTTORI di Taleggio Dop

 

 

Valtellina Casera DOP


Il Valtellina Casera DOP e` un formaggio prodotto con latte vaccino. L’aspetto esterno e` costituito da una crosta compatta di colore giallo paglierino, che diventa piu` intenso con la stagionatura. La pasta e` caratterizzata da una struttura di media consistenza, elastica con presenza di occhiatura sparsa e fine; al taglio il colore si presenta variabile dal bianco al giallo paglierino, a seconda del periodo di produzione e di stagionatura. Il sapore e` dolce con particolare aroma, piu` intenso con la stagionatura.
Il Valtellina Casera DOP e` “figlio” della tradizione delle latterie sociali e turnarie di paese, nel territorio della provincia di Sondrio, che raccoglievano il latte per lavorarlo durante la stagione invernale, quando il bestiame veniva messo a riparo nelle stalle del fondovalle. Infatti, questo formaggio semigrasso si produceva solo in inverno dal momento che il latte estivo era destinato alla lavorazione in alpeggio per produrre il Bitto. Il latte veniva parzialmente scremato per produrre il burro, elemento importante della cucina locale. Le origini di questo formaggio sono datate 1500, con le prime notizie relative alle prime latterie. Nei secoli successivi queste strutture ebbero diffusione nel paesi limitrofi ed oltre, divenendo un punto di riferimento per le popolazioni ed una scuola di vita associativa per tutti i conferenti.(taccuinistorici.it)

ELENCO PRODUTTORI di Valtellina Casera DOP

 

 

Olio Extravergine di Oliva Garda DOP


Alla denominazione Olio Extravergine di Oliva Garda DOP si possono aggiungere, oltre all’impiego delle cultivar utilizzate, le seguenti menzioni identificative della zona di produzione: Garda Bresciano, Garda Orientale e Garda Trentino. Il primo è ottenuto da olive Casaliva, Frantoio e Leccino, da sole o congiuntamente, per un minimo del 55%; l’olio presenta colore dal verde al giallo, odore fruttato medio o leggero e sapore fruttato con delicata sensazione di amaro e piccante. Il Garda Orientale si produce impiegando olive Casaliva o Drizzar, ma anche Lezzo, Favarol, Rossanel, Razza, Fort, Morcai, Trepp e Pendolino, da sole o insieme, in percentuale non inferiore al 50%; è dotato di colore verde da intenso a marcato, con modeste variazioni della componente del giallo, odore fruttato leggero e sapore fruttato con sensazione di mandorla dolce. Il Garda Trentino, infine, nasce da olive Casaliva, Frantoio, Pendolino e Leccino, sole o congiunte, per un minimo dell’80%. Ha colore verde con riflessi dorati, odore fruttato leggero con lieve sensazione erbacea e sapore sapido, delicatamente fruttato, con possibile fondo di mandorla dolce. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Olio Extravergine di Oliva Garda DOP

 

 

Olio Extravergine di Oliva Laghi Lombardi DOP


Quest’olio si commercializza nelle denominazioni Sebino e Lario. Il primo è ottenuto dalla spremitura di olive della varietà Leccino (minimo 40%), Frantoio, Casaliva, Pendolino e Sbresa. Ha colore verde-giallo; l’odore è fruttato medio-leggero; il sapore è fruttato con leggera sensazione di amaro e di piccante. Il Lario nasce da olive Frantoio, Casaliva e Leccino (minimo 80%). Presenta colore verde-giallo, odore fruttato leggero e sapore fruttato con eventuale e lieve presenza di nota amara e piccante. (corrieredellasera)

 

ELENCO PRODUTTORI di Olio Extravergine di Oliva Laghi Lombardi DOP

 

 

ORTOFUTTA E CEREALI

Mela della Valtellina IGP

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Pera Mantovana IGP

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