PRODOTTI TIPICI Piemonte

 

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Prodotti DOP IGP Piemonte
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Prodotti DOP Piemonte e IGP

Elenco dei produttori a marchio DOP IGP della Piemonte

DOP IGP Piemonte
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Crudo di Cuneo DOP


Il Prosciutto crudo di Cuneo viene prodotto con cosce fresche di maiale rifilate di cotenna e grasso in eccesso, private del piede e salate a secco con sale eventualmente mescolato a pepe, aceto o ad altre spezie. Dopo un periodo di riposo di alcune settimane, ha luogo la stagionatura che dura circa 10 mesi. Viene commercializzato in cosce di peso variabile tra i 7 e i 10 chilogrammi. Al taglio il prosciutto mostra colore rosso-rosato con orlature bianche di grasso. L’odore è caratteristico e comunica dolcezza. Il sapore è delicato, “dolce”, sostenuto dalla giusta componente salina; le parti grasse conferiscono al salume una consistenza morbida e quasi burrosa. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI Crudo di Cuneo

 


Mortadella di Bologna IGP


La mortadella è un salume cotto a pasta fine. Differisce dai prodotti di altri paesi che le possono assomigliare (i salumi a pasta chiara tipo würstel), in quanto la pasta finissima è ottenuta macinando le carni in apposite trituratrici e non, come si fa per salumi analoghi, in sminuzzatrici o cutter. Tale procedimento non dà luogo a emulsioni che trattengono l'acqua o il grasso aggiunti per meglio amalgamare la massa. Nella mortadella, infatti, non viene unita acqua e il grasso è incorporato sotto forma di cubetti, garantendo un impasto tendenzialmente magro. Il tutto viene quindi infilato in budelli naturali o sintetici e cotto per ore a bassa temperatura.

Di forma tondeggiante, le mortadelle si trovano in commercio con peso variabile compreso tra 500 grammi e 100 chilogrammi. La pasta del salume deve essere compatta e di colore rosa, inframmezzata dal bianco dei cubetti di grasso. La mortadella ha sapore delicato, sapido e speziato. Va mantenuta in locali freschi, mai umidi, oppure in frigorifero fino al momento del consumo. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Mortadella di Bologna IGP

 

Salame di Cremona IGP


Il Salame Cremona è frutto della lavorazione di carne suina selezionata ed aromatizzata al sale e aglio pestato, insaccata in budelli naturali di suino, bovino, ovino od equino. Il disciplinare di produzione prevede l’esclusivo impiego di carni ottenute da suini allevati in Italia, e precisamente nelle zone di produzione delle materie prime del Prosciutto di Parma e del Prosciutto di San Daniele. Inoltre, per la preparazione del “Salame Cremona”, è possibile usare solo carni fresche, ossia non congelate. Il salame è stagionato da un minimo di 5 settimane per la pezzatura piccola ad oltre 4 mesi per quella più grande. E’ grazie alla perfetta integrazione degli ingredienti, macinati e impastati insieme, che il salame risulta così aromatico e speziato al palato, profumato e di un colore rosso intenso sfumante, gradualmente, nel bianco delle parti adipose. Il risultato finale è un prodotto unico e inconfondibile, sintesi della cultura e della natura di un territorio. Nella nebbiosa Pianura Padana, zona fin dall’epoca romana dedita all’allevamento suino, nasce il Salame Cremona. Bisogna, tuttavia, risalire ad una serie di fonti rinascimentali, custodite nell'archivio di Stato di Cremona, per trovare le prime notizie sull'importanza del salame. (taccuinistorici.it)

ELENCO PRODUTTORI di Salame di Cremona IGP

 

 

Salamini Italiani alla Cacciatora DOP


Il nome di questi salamini, originariamente prodotti nelle fasce collinari lombarde e poi diffusi nel resto d’Italia, deriva dalla consuetudine dei cacciatori di portarli nella propria bisaccia, sia perché facilmente trasportabili sia per la praticità della monoporzione. I Salamini alla cacciatora sono di puro suino e si ottengono da parti magre della muscolatura delle carcasse e da parti grasse dure. Una volta macinate, le carni vengono insaporite con sale, pepe, aglio e talvolta vino, poi insaccate in budelli naturali o artificiali. I salamini sono di piccole dimensioni e colore rosso vivo, inframmezzato dalle parti di grasso bianche. Il profumo è delicato e il sapore dolce e aromatico. La consistenza è morbida e compatta. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di salamini italiani alla cacciatora DOP

 


Bra DOP


Prodotto fin dall’antichità, il Bra DOP prende il nome dalla località tradizionale di stagionatura e viene realizzato in tutto il Cuneese e nel comprensorio di Villafranca Piemontese, in provincia di Torino. Lo si trova in commercio nelle varianti Bra Tenero e Bra Duro. Il primo è prodotto con latte vaccino intero, prevalentemente da razza piemontese, che viene scaldato e addizionato con caglio liquido. Dopo la doppia rottura della cagliata, la massa viene posizionata negli stampi, avvolta in teli, sottoposta a pressatura e rivoltata più volte. Tolte dalle tele, le forme sono rimesse negli stampi fino al giorno successivo, in cui si procede alla salatura in salamoia, e poi stagionate per non meno di 45 giorni. Ha crosta chiara e liscia, dotata di buona elasticità; la pasta è semidura o morbida, di colore bianco latte con episodica occhiatura; il sapore è dolce e sapido, con possibili punte quasi piccanti. La produzione del Bra Duro si differenzia per l’impiego di latte parzialmente scremato, la salagione a secco e un periodo di stagionatura che può andare dai 6 mesi all’anno. Alla commercializzazione ha crosta spessa color nocciola intenso; la pasta è gialla tendente al dorato, compatta e leggermente occhiata; il sapore è pieno, piccante. Entrambi hanno forma cilindrica e peso tra i 6 e gli 8 chilogrammi. Esiste infine anche il Bra d’Alpeggio, prodotto nel periodo estivo con metodi e strumenti ancora tradizionali . (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Bra DOP

 


Gorgonzola DOP


Il Gorgonzola deve il suo nome all’omonimo paese alle porte di Milano, situato in una zona di antica tradizione casearia. È un formaggio a pasta cruda ottenuto da latte vaccino intero, prodotto nelle tipologie dolce e piccante. Si caratterizza per le screziature blu-verdi che gli conferiscono il tipico sapore più o meno pungente e ne fanno un formaggio erborinato, dal milanese erborin che vuole dire “prezzemolo”, in riferimento al colore delle muffe del formaggio (analogamente, in Francia, i formaggi con muffa sono chiamati persillé, da persil, prezzemolo). Le muffe si ottengono aggiungendo al latte caglio, fermenti e spore di Penicillium. Le forme vengono infatti forate con aghi metallici di grandi dimensioni, in modo da permettere all’aria di penetrarvi all’interno e alle muffe di svilupparsi e dar vita alla caratteristica erborinatura. La stagionatura dura da un minimo di 50 giorni per il tipo dolce a 80 giorni per la varietà piccante. Il Gorgonzola dolce, color latte e con presenza contenuta di muffe, ha consistenza cremosa, spalmabile e sapore burroso, con vaghi sentori piccanti. Il Gorgonzola piccante ha colore che vira dal bianco al paglierino, con muffe verdi bluastre molto diffuse; la consistenza è morbida, il sapore intenso, persistente e leggermente pungente. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Gogonzola DOP

 

Castelmagno DOP


Prodotto esclusivamente nei comuni cuneesi di Pradleves, Grana, Monterosso e Castelmagno, questo formaggio viene confezionato con puro latte vaccino completato eventualmente con latte ovino misto. è definito “a pasta rotta” perché dopo la rottura della cagliata, ottenuta con caglio di vitello, la massa è prima pressata, formata in appositi contenitori, quindi nuovamente rotta, salata, pressata, distribuita nelle fascere e sottoposta a un’ulteriore compressione. Il formaggio è poi fatto stagionare in grotte naturali o in locali di affinamento da 2 a 5 mesi. Alla commercializzazione possiede forma cilindrica e può pesare da 2 a 7 chilogrammi. Ha crosta marroncino rossastra che si imbrunisce con il tempo. La pasta, semidura e compatta, cambia colore con il passare del tempo: molto chiara appena prodotto, vira al paglierino intenso sino al dorato e con l’invecchiamento evidenzia muffe bluastre. Il sapore, delicato in gioventù, si fa sempre più persistente con il passare del tempo, tanto da diventare piccante nel caso di forme molto invecchiate. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Castelmagno DOP

 

 

Grana Padano DOP


La nascita del Grana Padano deve molto alla bonifica di ampie zone della Bassa lombarda da parte dei monaci cistercensi di Chiaravalle, la quale finì per favorire non solo l’attività agricola, ma anche l’allevamento del bestiame. L’eccedenza della produzione di latte che ne conseguì, superiore al fabbisogno della popolazione, fu così destinata alla caseificazione, allo scopo di ottenere un formaggio a pasta dura in grado di stagionare e quindi di conservarsi nel tempo. Il Grana Padano è ottenuto da latte vaccino di due diverse mungiture (parzialmente scremato per affioramento quello della prima), portato circa a 32 °C e addizionato di caglio di vitello. La cagliata viene poi finemente rotta, scaldata e lasciata riposare, quindi sgrondata e pressata in fascere. La salatura si protrae per circa 20 giorni e avviene per immersione in salamoia. Le forme vengono infine fatte stagionare sopra assi di legno in locali apposti, per un minimo di nove mesi. Alla commercializzazione si presenta con forma cilindrica di 35-40 chilogrammi, oppure tagliato a spicchi, grattugiato o in scaglie, confezionato sotto vuoto o in atmosfera protetta. È ricoperto da una crosta dura, spessa, oleosa e liscia, di colore paglierino intenso. La pasta è granulosa e friabile; il profumo ricorda il latte e il burro; il sapore è intenso, ma non piccante. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Grana Padano DOP

 


Murazzano DOP


Di derivazione celtica e tradizionalmente legato alla cultura contadina, il Murazzano è prodotto durante tutto l’arco dell’anno in 50 comuni dell’Alta Langa con latte ovino o misto di due diverse mungiture. Il latte viene scaldato a una temperatura superiore ai 30 °C e addizionato di caglio di vitello. La massa solidificata è poi rotta una prima volta in grani grossi e una seconda in frammenti più minuti; a seguire, viene sgrondata e messa in appositi stampi cilindrici per la formatura provvisti di fori inferiori e poi salata a secco. La stagionatura è molto breve e può durare dai 4 ai 10 giorni. Lo si trova in commercio in forme di piccole dimensioni (dai 10 ai 15 centimetri di diametro) che non arrivano a pesare 500 grammi; la crosta, se presente, è molto sottile e chiara, ma diventa progressivamente più scura con il prolungarsi dell’affinamento. La pasta, bianca tendente al paglierino, è morbida; il profumo è tenue e ricorda quello del latte di pecora; il sapore è dolce e fine. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Murazzano DOP

 

 

Raschera DOP


Il Raschera DOP, prende il nome da quello dell’omonima Alpe, nell’Alto Monregalese. Il formaggio è ottenuto con latte vaccino o misto scaldato a una temperatura di 28 °C e addizionato di caglio liquido. Dopo la rottura della cagliata, la massa viene separata dal siero con l’ausilio di un telo di canapa, posizionata nelle forme, pressata e salata a secco. Viene commercializzato in forme quadrate o tondeggianti, in base allo stampo utilizzato nelle fasi finali del processo produttivo, con un peso che può oscillare dai 5 agli 8 chilogrammi. Stagionato almeno 30 giorni, fino a un massimo di 2 mesi, possiede crosta sottile, di colore grigio con possibili tonalità più calde; la pasta, bianco latte, è elastica, arricchita da leggera occhiatura irregolare. Delicatamente profumato, ha sapore fine e dolce appena prodotto, più sapido e persistente in caso di una prolungata stagionatura. Se la caseificazione avviene a una quota di oltre 900 metri di altitudine, il formaggio è denominato Raschera di Alpeggio, ed è denotato da caratteristiche organolettiche più intense. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Raschera DOP

 


Robiola di Roccaverano DOP


La Robiola di Roccaverano, di origine celtica e già nominata da Plinio il Vecchio, è un formaggio a pasta molle prodotto in alcuni comuni dell’Astigiano e dell’Alessandrino con latte misto (latte vaccino massimo 85 per cento) parzialmente scremato proveniente da due mungiture. Matura in appositi stampi per 3 giorni dopo i quali viene subito messa in commercio in forme cilindriche di 250-400 grammi. Non presenta crosta e ha pasta bianca, dalla consistenza morbida, finemente granulosa; il sapore è delicato e acidulo. La Robiola si presta a essere conservata sott’olio, immersa in latte di pecora o altre salse ed eventualmente aromatizzata con erbe. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Robiola di Roccaverano DOP


 

Taleggio DOP


Il nome del formaggio, che risale a diversi secoli addietro ed è prodotto tra l’Lombardia e le Marche, deriva dal fatto che la sua stagionatura avviene in ambienti sotterranei, le ‘fosse’ appunto, scavate nel tufo di Sogliano al Rubicone, in provincia di Forlì-Cesena, che è la zona tipica di produzione. L'usanza di depositare il formaggio nelle fosse per la stagionatura finale (da metà agosto al 25 novembre) è probabilmente dovuta alla necessità di nascondere i caci alle razzie dei soldati, durante la guerra tra Carlo VII di Francia e Ferdinando di Napoli.
La Denominazione di Origine Protetta è stata riconosciuta nel 2009. (agraria.org)

ELENCO PRODUTTORI di Taleggio Dop

 


Toma Piemontese DOP


Formaggio prodotto già in epoca romana, la Toma Piemontese – il cui etimo “tomè” indica, in dialetto, la fase della coagulazione in cui si verifica il distacco della caseina – viene prodotta nelle versioni Toma Tenera e Toma Semidura. Entrambe sono ottenute da latte vaccino che può provenire da differenti mungiture, portato a temperatura di coagulazione e addizionato con caglio di vitello. Seguono una o due rotture della cagliata poi messa in fascere e pressata. Dopo la salatura, a secco o in salamoia, le forme vengono messe a stagionare per 15 giorni se non superano 6 chilogrammi, diversamente un anno. Alla commercializzazione la Toma pesa da 1,8 a 8 chilogrammi. La versione Tenera ha crosta elastica di colore giallo o bruno; la pasta morbida e semicotta, di colore paglierino, dotata di piccole occhiature molto diffuse; il sapore è dolce e delicato. La Toma Semidura ha crosta spessa e scura, la pasta è consistente, di colore paglierino intenso e finemente occhiata; l’intensità dell’aroma sapore diventa più marcato con il prolungarsi della stagionatura. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Toma piemontese DOP

 


Nocciola del Piemonte IGP


La Nocciola del Piemonte è la varietà Tonda Gentile delle Langhe. Ha forma sferica, guscio spesso, di color marrone chiaro non omogeneo e leggermente opaco; il frutto è tondeggiante, ricoperto di buccia spessa ma facilmente eliminabile con la tostatura; ha profumo e sapore finissimi con delicate note dolci. La Nocciola, prodotta in maniera rilevante a partire dalla fine dell’Ottocento, è molto richiesta dall’industria dolciaria, dove è impiegata intera nella preparazione di cioccolati, in granella per ottenerne cioccolatini e gianduiotti, o ancora in pasta per creme da spalmare. (corrieredellasera)

 

ELENCO PRODUTTORI di nocciole del piemonte IGP