PRODOTTI TIPICI Sardegna

 

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Prodotti DOP IGP Sardegna
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Prodotti DOP Sardegna e IGP

Elenco dei produttori a marchio DOP IGP Sardegna

DOP IGP Sardegna
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Agnello di Sardegna IGP


L’Agnello di Sardegna è di piccole dimensioni e viene allevato allo stato brado nell’intera regione, anche nelle zone più selvagge. Ha carni particolarmente tenere e gustose, dotate del caratteristico odore ovino ben pronunciato, peculiarità, questa, che ha portato al riconoscimento dell’IGP. La pastorizia è una delle attività più antiche praticate sull’isola e il risultato di tanta esperienza ha consentito di immettere sul mercato prodotti di altissimo livello. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Agnello di Sardegna IGP

 

Fiore Sardo DOP


Il Fiore Sardo è un formaggio di latte intero di pecora a pasta cruda. Il latte è portato a 33-35 °C in caldaie di rame e addizionato con caglio di agnello; dopo la rottura è prima lasciato riposare nella caldaia dove si ricompone, poi rotto di nuovo, e infine posto in forme d’acciaio che gli conferiranno il caratteristico scalzo convesso e arrotondato, detto “a schiena di mulo”. Dopo lo spurgo del siero le forme sono scottate con acqua bollente, passate in salamoia, quindi lasciate a maturare con leggera affumicatura per circa 15 giorni. La stagionatura vera e propria varia da 6 a 12 mesi. Al termine della lavorazione il Fiore Sardo presenta diametro medio di 22 centimetri, scalzo alto 18 centimetri e peso variabile da 1,5 a 4 chilogrammi. La crosta ha colore giallo carico che vira al marrone scuro con l’invecchiamento, mentre la pasta va dal bianco al giallo paglierino e si presenta compatta, friabile e morbida, con rare occhiature di colore bianchissimo se giovane. A mano a mano che invecchia diventa dura, ma mai gessosa, e al taglio si divide a scaglie. Il gusto è ampio, ricco, con ricordi di frutta secca ed erbe aromatiche; se la stagionatura si protrae, assume sapori piccanti. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Fiore Sardo DOP

 

Pecorino Romano DOP


Il Pecorino Romano è un formaggio a pasta dura ottenuto dalla lavorazione di latte intero di pecora di razza sarda. Il latte, una volta scaldato, viene addizionato di caglio di agnello e batteri lattici selezionati. La cagliata, rotta in piccoli grani, è cotta, sgrondata e poi distribuita negli stampi. La salatura dura almeno 70 giorni e al suo termine inizia la stagionatura, che si prolunga da cinque a otto mesi secondo che si voglia ottenere un formaggio da tavola o da grattugia. Il Pecorino Romano è commercializzato in forme cilindriche con diametro di 25-30 centimetri, altezza di circa 30 centimetri e peso variabile tra i 20 e i 35 chilogrammi. La superficie è color avorio o dorata, talvolta rivestita da copertura protettiva nera; la pasta è di colore bianco che può virare al paglierino; il profumo è intenso, talvolta penetrante; il gusto è pieno, sapido, piccante se stagionato per molti mesi. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Pecorino Romano DOP

 

Pecorino Sardo DOP


Formaggio di antica tradizione, il Pecorino Sardo è commercializzato in due diverse tipologie: Dolce e Maturo. La materia prima base, il latte intero di pecora, è comune alle due varietà ed è fatto coagulare con caglio di vitello. Le differenze iniziano a partire dalla rottura della cagliata, che nel caso del Dolce si rompe in grani di maggiori dimensioni rispetto al Maturo. A questo punto è avviata la semicottura, cui segue la pressatura, la salagione e, infine, la stagionatura. Per il tipo Dolce è previsto un periodo di invecchiamento compreso tra 20 e 60 giorni, mentre per quello Maturo la stagionatura di solito non è inferiore ai 4 mesi, si protrae fino a uno o più anni e può includere anche l’affumicatura. Entrambi hanno forma cilindrica e scalzo diritto o leggermente convesso di 6-10 centimetri, diametro di 15-18 centimetrie peso compreso tra 2 e 4 chilogrammi. Al momento del consumo le differenze fra i due sono evidenti. Il tipo Dolce ha crosta sottile e paglierina, pasta elastica moderatamente occhiata di colore chiaro e sapore dolce e delicato. Il tipo Maturo, invece, è definito da crosta liscia e consistente, di colore bruno; la pasta, bianca o paglierina, è compatta, o con rada e minuta occhiatura, tenera ed elastica, che acquisisce via via una struttura più dura e consistente, con qualche granulosità. Il sapore inizialmente poco marcato, ma pieno, con il progredire della stagionatura diviene gradevolmente piccante. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Pecorino Sardo DOP

 


Olio Extravergine di Oliva Sardegna DOP


L’olivo costituisce una delle coltivazioni più diffuse in Sardegna, ricoprendo infatti più del 90 per cento del territorio, ed è presente in tutte le sue province. La vicina Spagna rivestì in passato un ruolo importante nello sviluppo dell’olivicoltura sarda, introducendovi varietà d’olivo come Palma, Majorca e Sivigliana, e contribuendo alla regolamentazione della coltura. Tra le numerose cultivar presenti in Sardegna, oltre a quelle già citate, vanno annoverate le seguenti specie autoctone: Tonda e Bianca di Cagliari, Pizz’e carroga, Bosana, Terza, Ceresia, Olianedda, Semidana e Corsicana. La provincia più produttiva è quella di Sassari, in particolare i comuni di Sorso Sennori e Alghero. L’olio sardo, per cui è stato chiesto il riconoscimento DOP, ha colore tendenzialmente verde, profumo vegetale e fruttato di buona intensità e sapore piacevolmente amarognolo e piccante, con fondo che ricorda il gusto del carciofo. (corrieredellasera)

ELENCO PRODUTTORI di Olio Extravergine di Oliva Sardegna DOP

 


Zafferano di Sardegna DOP


La denominazione Zafferano di Sardegna è conferita e limitata esclusivamente allo Zafferano prodotto nei territori comunali di Turri, Villanovafranca e S.G. Monreale. Le caratteristiche morfologiche e pedo climatiche di queste zone della Sardegna, unite a tradizionali tecniche di coltivazione e lavorazione tramandate di padre in figlio, consentono di ottenere un prodotto con peculiarità organolettiche e gustative uniche ed inconfondibili.

Da un’attenta analisi qualitativa dello zafferano prodotto in Sardegna è stato, infatti, riscontrato che il contenuto medio di crocina (l’elemento al quale è collegato il potere colorante dello zafferano), picrocrocina (l’elemento al quale sono riconducibili gli effetti euptetici ed il correttivo di sapore) e safranale (l’elemento al quale sono associate le proprietà aromatizzanti) è notevolmente superiore alla norma. Queste peculiari caratteristiche esprimono il forte legame del prodotto con il territorio di origine, particolarmente vocato, sia per le sue potenzialità umane che per le favorevoli condizioni climatiche. Lo zafferano di Sardegna deve le sue peculiarità, oltre agli aspetti pedoclimatici della zona di produzione, alle tecniche agronomiche, di lavorazione e trasformazione del prodotto. Dalla fase di avvio della coltura, con la meticolosa selezione del materiale di propagazione, fino alla raccolta, mondatura, essiccazione, conservazione, l’uomo interviene apportando conoscenze e pratiche tramandate nel tempo che consentono di ottenere un prodotto di elevata qualità. (sardegnaagricoltura.it)

 

ELENCO PRODUTTORI di Zafferano di Sardegna DOP